Burn-out


La sindrome del burn-out è molto diffusa nelle professioni sanitarie (ad esempio infermieri, medici, assistenti sociali, insegnanti) e in genere in chi si occupa della salute e della sofferenza, ma riguarda anche chi è costantemente sotto pressione perché occupa posti di potere e responsabilità e infatti viene anche chiamata "malattia del manager”.

Con il termine burn-out, parola inglese che significa bruciarsi, si indica una condizione di stress lavorativo prolungato e intenso che determina un psicofisico ed emotivo con sensazioni di scoraggiamento, crescente disinteresse per l’attività lavorativa, prima fonte di gratificazioni e ora di frustrazioni.

La persona affetta da burn-out, infatti, considera il proprio lavoro troppo gravoso e le proprie forze insufficienti, eccessiva dedizione al sacrificio lavorativo, sviluppa ansia, depressione, scarsa autostima, si allontana da altre attività non lavorative, non trae più piacere da hobby e tempo speso in famiglia perché non riesce più a godere del “qui ed ora”, e non riesce a scaricare lo stress immagazzinato durante l’ora di lavoro.

I sintomi del burn-out si manifestano a diversi livelli, proprio perché lo stress provoca conseguenze negative sul funzionamento globale dell’organismo.

Sintomi comportamentali

Mancanza di intraprendenza, aggressività verso gli utenti, abuso di alcool, fumo, droghe e psicofarmaci.

Sintomi cognitivo/emotivi

Scoraggiamento, demotivazione al lavoro, difficoltà di concentrazione, incubi notturni, irritabilità; sensi di colpa e di fallimento (sia nella sfera professionale che privata); distacco emotivo dai clienti e dai familiari, poco disponibile verso le comunicazioni telefoniche, anche con i familiari, impassibilità, apatia; eccessiva rimuginazione diretta verso il lavoro, pessimismo.

Sintomi fisici

Disturbi intestinali (gastrite, stipsi, colon irritabile e altri disturbi dell’apparato gastro-intestinale), senso di debolezza, emicrania, allergie e asma, insonnia o ipersonnia, nausea e disappetenza.

Se non riconosciuto e curato, il burnout provoca conseguenze molto serie: per superare la tensione eccessiva la vittima può dedicarsi ad attività poco benefiche come il gioco d’azzardo o abusando di alcool e droghe, con il serio pericolo di sviluppare depressioni gravi.

Chi soffre di burnout vuole dimostrare a se stesso e agli altri le proprie capacità a tutti i costi, ma nutre sfiducia in se stesso e bassa autostima; questo lo porta ad un logoramento continuo che gli imporrebbe di riposarsi e pensare al proprio benessere.

Similmente a quanto accade nel mobbing, le cause del burnout sono da una parte individuali (scarso compenso o poche prospettive di crescita di carriera) dall’altra organizzative (conflitti con i colleghi e superiori), dovute all’oggettivo carico di lavoro.

Dott.ssa Simona Pala

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